Castello, la storia del Tabernacolo dell’Olmo: transennato da 17 anni

Le gronde hanno ceduto e il tetto necessita di un restauro

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Castello con la sua arte, la sua storia, il suo patrimonio. Questo angolo di Firenze, non a caso riconosciuto patrimonio dell’umanità Unesco nel 2013 con le sue ville medicee, sprizza bellezza da ogni lato lo si guardi. Non solo le ville, non solo l’Accademia della Crusca o l’antico acquedotto di epoca romana (“castellum acquae”, che dà il nome alla zona). Soltanto pochi giorni fa, dopo una lunga battaglia portata avanti da Castellochannel.it e dal Centro Commerciale Naturale del Sodo, si è potuto restaurare il Tabernacolo di Castello risalente al XVII secolo, all’incrocio tra via Reginaldo Giuliani e via della Petraia, raffigurante la Madonna con bambin Gesù in braccio e un Santo Domenicano.

C’è un’altra opera, però, che merita la giusta attenzione. E’ il Tabernacolo dell’Olmo, a Castello in via Reginaldo Giuliani 489 e 491. Tale tabernacolo venne fatto costruire dai Guidaci e dai Da Verrazzano, che avevano proprietà nella zona, e venne affrescato nel 1437 da Paolo Schiavo con un’Annunciazione e Santi, staccata per ragioni di conservazione nel 1972 e oggi conservata all’interno della chiesa di San Pio X al Sodo. L’affresco, che si dispiegava su tre pareti e del quale è stata strappata anche la sinopia, mostra l’Annunciazione ai lati di un arcone dove era incassato l’altare, con ai fianchi i santi Giuliano, Ansano, Antonio Abate e Michele Arcangelo, mentre al centro in alto so trovano Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo.

La situazione del Tabernacolo, però, è visibile nelle foto (a cura Massimo Lombardi) che documentano come sia necessaria una ristrutturazione. Soprattutto a causa delle gronde sul tetto cadute circa 17 anni fa: così il Tabernacolo appare transennato, recintato e difficilmente raggiungibile e fruibile. Un vero e proprio peccato, considerando l’importanza e la storia di questo angolo a due passi dal viottolone di villa Reale.

Castellochannel.it si sta muovendo per capire la fattibilità di un restauro e restituire alla cittadinanza (e a Firenze) un’opera davvero preziosa. 

 

CASTELLOCHANNEL.IT

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