TABERNACOLO DELL’OLMO, ARRIVA LA RISPOSTA DI ANNA SOLDANI

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tabernacolo dell'olmo castelloInchiesta sul Tabernacolo dell’Olmo, il dibattito è aperto. Nei giorni scorsi Castellochannel.it ha deciso di approfondire il caso dell’opera d’arte relegata al buio e transennata in via Reginaldo Giuliani (LEGGI L’INCHIESTA). Una stonatura forte, specie se si considera il contesto nel quale ristagna l’opera risalente al XV secolo. Qui sotto vi proponiamo la risposta dell’allora consigliera comunale Anna Soldani, che faceva parte anche della commissione cultura del Comune di Firenze. Una risposta puntuale e molto interessante, che ci servirà da stimolo per procedere nella nostra inchiesta. E che pone l’accento sul problema che sta alla base: la copertura economica.

LA RISPOSTA DI ANNA SOLDANI, EX CONSIGLIERA COMUNALE

anna soldani
Anna Soldani

“Paolo di Stefano Badaloni, detto Paolo Schiavo, fu portato dall’Olmo al Sodo, dove è esposto dal 1997 (dopo il restauro), poiché fu deciso che l’affresco e le sinopie non potevano ritornare nel luogo di origine date le condizioni ambientali. Ma l’invito fu che nel Tabernacolo venisse collocata un targa con l’indicazione del posto dove l’affresco poteva essere ammirato e che, al suo interno, venisse posta un copia delle cinque sinopie da realizzarsi in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Firenze che aveva dato la disponibilità. Questo per mantenere il legame con il luogo di provenienza. In questi anni stinte copie svolazzavano tristemente al vento e alla pioggia mentre il bellissimo tabernacolo segnava ogni giorno la sua decadenza.

In qualità di consigliere comunale, facente parte della Commissione Cultura del Comune di Firenze, con l’aiuto di due care persone della zona, trasmisi all’Assessore in carica una ricerca completa dei tabernacoli della zona Castello-Il Sodo con la segnalazione del loro stato di conservazione.
Come ben si può immaginare, ma mi scuso per la risposta un po’ sommaria, il problema fu quello della mancanza di copertura finanziaria. 

Devo anche ricordare che i tabernacoli non sono di proprietà pubblica ma appartengono a coloro sulla cui facciata insistono; spetta tuttavia alla Soprintendenza la vigilanza e la tutela. L’attività del Comitato dei Tabernacoli per il decoro e il restauro, come è noto, è del tutto volontaria, così quella degli Amici dei Musei.

Certamente, la vostra pregevole, e opportuna, iniziativa può dare il là a chi di competenza affinché si attivi, finalmente, per trovare le risorse necessarie a salvare questo bene, certamente non minore nel contesto delle Ville Medicee Patrimonio Unesco. Grazie per l’attenzione. Anna Soldani”.

 

CASTELLOCHANNEL.IT

1 COMMENT

  1. Vorrei segnalare che da anni la madonnina posta in angolo tra via giuliani e via della petraia è in grave stato di abbandono. Il vetro che la preservava dalle intemperie è rotto e il dipinto (sembra una sorta di disegno-dipinto) è esposto costantemente alle intemperie. Vorrei dunque sollecitare la coscienza dei miei vicini di quartiere per avviare una campagna di conservazione di tale opera.

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