La storia di Niccolò Boanini, capitano del Castello 2001: “Questo gruppo è una famiglia”

La storia di Niccolò Boanini, capitano del gruppo che ha vinto due campionati di fila

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boanini-castelloQuesta è la storia di un ragazzo cresciuto a Castello. Questa è la storia di un bambino che a cinque anni corre dietro a un pallone nella palestra di via del Pontormo, col cuore pieno di gioia e gli occhi rivolti al futuro. Questa è la storia di un Capitano, che cresce nell’Atletica Castello col sogno di diventare, un giorno, un punto di riferimento per tutti coloro che indossano la maglia bianco verde. Che con il suo modo di essere, leader silenzioso e comportamento impeccabile, quando scende in campo rappresenta non solo la sua squadra, non solo la società nella quale gioca da 11 anni ma un intero quartiere. Questa è la storia di Niccolò Boanini, 16 anni, che ha appena conquistato il secondo campionato consecutivo col gruppo del 2001: prima coi Giovanissimi sotto la guida del tecnico Mirco Presenti, poi con gli Allievi B di mister Francesco Petrucci. E la premessa è doverosa: abbiamo scelto lui per raccontare di questo magnifico gruppo di amici e giocatori sensazionali. Niccolò rappresenta la loro anima, unita e stretta attorno al capitano.

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Niccolò con Gabriele Megli

Lo sguardo è rimasto lo stesso, di quel bambino innamorato del pallone fin da quando aveva cinque anni. “Ho iniziato in palestra e c’era Piero Del Bene – ricorda Niccolò mentre scorrono nella sua mente i pensieri – mi divertivo un sacco e il mio unico obiettivo era quello. Qui mi sono subito sentito a casa”. Poi sono passati gli allenatori: “Da Roberto Tarchiani a Gabriele Megli, da Alberto Rinieri e Mirco Presenti e infine Francesco Petrucci. Sicuramente ne dimentico qualcuno: da tutti loro però, da ognuno di loro, ho ‘rubato’ qualcosa che potesse arricchirmi, migliorarmi, farmi crescere”. Niccolò cresce e il gruppo insieme a lui: “Siamo amici dentro e fuori dal campo, ci frequentiamo e in tutti questi anni non abbiamo mai litigato una volta. Il nucleo è lo stesso, poi sono arrivati alcuni innesti che sono stati determinanti per il raggiungimento dei risultati: qualcuno giustamente ha scelto di provare nuove esperienze, altri sono tornati. Ma siamo amici con tutti, siamo una famiglia. Fare il capitano di questa squadra, composta da ragazzi che si rispettano e si vogliono bene, ti rende tutto più semplice. Non sono uno che ti sta sul fiato sul collo, non alzo la voce: ci rispettiamo e questo ci aiuta. E il mio compito è quello di dare l’esempio, sempre, anche e soprattutto a livello comportamentale”.

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La rosa Allievi B 2016/2017

A Castello da 11 anni e con la prospettiva di rimanere qui ancora. “Si è creato un legame talmente profondo con la società e con questi colori che l’idea mia e di molti miei compagni è quella di rimanere qui per sempre. Anche i nuovi arrivati si sono inseriti e integrati benissimo col resto del gruppo”. Un percorso esemplare: hai avuto alcuni idoli di riferimento all’interno della società? “Si, sopratutto due. Gabriele Gerini e Francesco Petruzzi, che giocavano in prima squadra e coi quali sia io che i miei compagni abbiamo avuto sempre un bellissimo rapporto. Ricordo benissimo l’anno della promozione in Prima Categoria, quando facemmo i raccattapalle a bordo campo nella finale playoff contro il Doccia, poi vinta. Non lo dimenticherò mai”. Bisogna sempre avere un sogno in testa: “Il mio è quello di continuare con questa maglia, magari disputare i Regionali e un giorno, ci spero davvero, esordire con la prima squadra”.

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Niccolò con Mirco Presenti

Una squadra sempre al centro della società, che riesce a vincere dopo un percorso di crescita. E’ la stagione 2015/2016 e arriva il primo titolo: “E’ stata una cavalcata incredibile, a circa 8 giornate dal termine del campionato avevamo tipo 10 punti di distacco dalla prima in classifica. Poi riuscimmo nell’impresa e conquistammo il titolo all’ultima giornata con Mirco Presenti. Ci abbiamo creduto sempre, fino alla fine. Negli anni abbiamo acquisito quella cattiveria agonistica in più, quell’agonismo che ci mancava, quella determinazione che ci serviva per vincere”. Poi il secondo titolo consecutivo, quest’anno: “Ci siamo rinforzati anche se qualcuno è andato via. Non è stato facile vincere quest’anno, non è stato facile sopratutto ripetersi: c’è un grande lavoro alle spalle che non si vede ma che è davvero importante. Il segreto è quello di allenarsi uniti, compatti, in maniera costante e con pochissime assenze durante la settimana”.

2001-20162017Le idee sono chiare, così come i traguardi raggiunti. Quello che colpisce è la determinazione di un ragazzo di 16 anni che ha il cuore bianco verde e rappresenta nella sua interezza il gruppo del 2001. Prima che una squadra, una piccola famiglia. Che negli anni ha saputo compattarsi e mai dividersi: alcuni giocatori adesso sono in altre squadre, certo, ma la loro amicizia è rimasta immutata. Un gruppo che ha fatto la storia dell’Atletica Castello e che, dalle parole del suo capitano Boanini, non vuol certo fermarsi adesso: “In questi 11 anni è stato bello vedere come il nostro gruppo sia cresciuto e, intorno, la società abbia fatto un grande salto. Il nuovo campo in sintetico, le tribune, il bar. Tutto questo quando ho iniziato io, non c’era. E per questo ringrazio la società per come ci ha sempre trattati e per l’attenzione e la cura che ripone nei propri atleti dalla scuola calcio in su”. La strada è ancora lunga, tante le sfide da affrontare. Con la fascia al braccio, il sorriso sulle labbra e Castello nel cuore.

 

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