Villa Petraia: 28, 29 e 30 settembre “I salotti di Firenze capitale”

Un viaggio teatrale nei "Salotti" della Villa medicea 

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Il 28, 29 e 30 settembre, l’articolato programma di aperture straordinarie serali, visite e concerti della rassegna “Settembre a Petraia” si conclude con lo spettacolo della Compagnia delle Seggiole  “I Salotti Di Firenze Capitale” di Marcello Lazzerini. Conversazione (in)credibile con Edmondo De Amicis. Un viaggio teatrale nei “Salotti” della Villa medicea con brani e musica d’epoca eseguiti dal vivo, regia di Sabrina Tinalli, con Marcello Allegrini, Fabio Baronti, Luca Cartocci, Marcello Lazzerini, Sabrina Tinalli, Silvia Vettori. Costumi di Giancarlo Mancini, ricerca musicale curata e cantata da Cinzia Borsotti, pianoforte Antonino Siringo.

Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con il Polo museale della Toscana, l’Associazione Amici dei Giardini e delle Ville Medicee, l’Accademia della Crusca, il Quartiere 5 del Comune di Firenze, il CRAlgiàBT, è riservato a gruppi di 40 persone per ognuna delle tre repliche in programma il 28, 29 e 30 settembre alle 19.30, 20.30 e 21.30 con prenotazione obbligatoria telefonica al numero 333 2284784 tutti i giorni dopo le 14.00.
Biglietti: intero 18,00 euro – ridotto 15,00 euro.

I Salotti di Firenze Capitale

Edmondo De Amicis,  l’autore del celebre “Cuore”, negli anni giovanili fu inviato a Firenze per dirigere una rivista militare. Da poco la città era divenuta, fra non pochi contrasti, Capitale d’Italia. Di quegli anni intensi, di grande fervore e aspre polemiche,  ne discorre lo stesso De Amicis con l’autore del testo, Marcello Lazzerini (esperto ormai in interviste in-credibili con personaggi della storia), fornendoci un vivido ritratto del tempo e, in particolare, dei due salotti-rivali più famosi: il “Salotto rosso” di via de’ Benci di donna Emilia Peruzzi, moglie di Ubaldino, già ministro e Sindaco, fervente patriota dalla forte impronta intellettuale e quello di grande mondanità, di Madame  Marie Studolmine Wyse Bonaparte, cugina di Napoleone III e moglie di Urbano Rattazzi, ex  presidente del Consiglio. In questo nuovo suggestivo allestimento dedicato alla Villa medicea della Petraia, residenza di Vittorio Emanuele II,  insieme a Edmondo ed alle due grandi dame del tempo, così diverse e ugualmente intriganti, rivivono i personaggi che fecero la storia – politica, intellettuale e mondana, con gli immancabili pettegolezzi – di quei Salotti, di una Firenze che stava cambiando volto e d’Italia. Tra questi, oltre al giovane De Amicis, tenente e scrittore in erba, il poeta Giovanni Prati, la grande cantante lirica Adelina Patti, che aveva incantato con la sua voce Abramo Lincoln, e il noto compositore Luigi Arditi. Un tuffo nel passato, in un anno – il 1869 – in cui stava per chiudersi la parabola di Firenze Capitale del Regno.

I brani musicali proposti sono stati scritti durante gli anni di Firenze Capitale (1865/1871) o qualche anno prima, ma comunque eseguiti durante quel periodo con grande successo soprattutto nei salotti. A parte uno stornello del Gordigiani e una arietta di Rossini, gli altri brani sono stati selezionati dopo una minuziosa ricerca sulla stampa dell’epoca alla Biblioteca Nazionale di Firenze e sono oggi perlopiù sconosciuti. Tutti hanno un legame con Firenze e con la soprano Adelina Patti, che firma la musica del pezzo che chiude la pièce, tra le pochissime cantanti compositrici dell’epoca.

I brani (in ordine cronologico): “Lascia stare il can che dorme” (stornello toscano) – Luigi Gordigiani (Modena 1806-Firenze 1860); “L’orologio” (scherzo per soprano e pianoforte) – Luigi Arditi (Crescentino 1822- Hove 1903); “Canzonetta spagnuola” Gioacchino Rossini (Pesaro 1792-Parigi 1868); “La danza d’amore” (vals per voce e pianoforte) – Rodolfo Mattiozzi (Firenze 1832- 1875); “Il bacio d’addio” (testo versione originale di Lord Byron) – Adelina Patti (Madrid 1843-Graig y Nos 1919)

Villa medicea della Petraia 
Via della Petraia 40, Località Castello, 50141 Firenze
Tel. 055 452691

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